Performances e spettacoli

AGRITURISMO AI COLONOS, VILLACACCIA DI LESTIZZA (UD) – 25 AGOSTO 2017

PREVIEW MARAVEE MIND

Il comportamento sociale degli animali videoludici – Colonos Studies
Diorama performativo ideato e diretto dall'artista Mauro Ceolin

Ideazione coreografie - Martina Tavano Direzione gruppi coreutici e azione performativa - Martina Tavano, Erica Mattioni, Francesca Masala Lettura attoriale - Fabiano Fantini Percussioni & live electronics - U.T. Gandhi Popolazione del territorio impegnata nella performance: Alessandra Culos, Sara Del Pol, Giulia Fantino, Karmen Gorjanac, Matteo Grosso, Cabiria Lizzi, Katja Macorig, Martina Milan, Nicol Nenis, Anna Nenis, Marco Nenis, Luca Nenis, Jessica Ponte Con la collaborazione di - Associazione culturale Ai Colonos, Comune di Lestizza, Atelier enidUDanza / ADEB Udine, Croce Rossa Italiana – Comitato di Palmanova

Il progetto di Mauro Ceolin - primo artista italiano che ha studiato il linguaggio del videogioco in relazione con studi di zoologia e altri ambiti scientifici e comportamentali - è un dispositivo di ricerca che analizza e rielabora alcuni atteggiamenti interni al videogioco Spore, pubblicato nel 2008 e divenuto ormai di culto. E' una mise-en-scène sul comportamento degli animali tra natura e videogame, che dopo il progetto realizzato per Maravee Ludo 2016 - confluito nella performance di quattro danzatrici che hanno incarnato le spoglie animalesche di personaggi sedimentati nel nostro immaginario collettivo (Snoopy, Pikaciu, Totoro e Mickey Mouse) - affronta il loro comportamento sociale: riproduzione, alimentazione, attacco del villaggio…

Nato dal Laboratorio performativo aperto alla collettività, che per cinque giorni ha attivato una dialettica permanente con i partecipanti, l'intero processo di quest'opera si pone come una "scultura culturale e sociale" per annunciare il tema del Festival Maravee Mind – la mente creativa tra ragione e passione. Calandosi nella realtà dei Colonos con un puntuale riferimento al tema della rassegna Avostanis 2017 incentrata sul crescente fenomeno degli spazi abbandonati/vuoti in conseguenza di una grande frattura economico-sociale, il diorama ha simbolicamente riportato nel cortile gli animali che un tempo lo abitavano, ammiccando però ai nostri "cortili contemporanei", videoludici e immateriali. Ne hanno rimesso in scena la loro vita sociale, su corpi umani le cui gesta e posture derivano dalla confluenza tra memoria zoologica e animazione da videogame.

Rispetto alla fase progettuale dello scorso anno, questo diorama performativo si è avvalso di nuovi segmenti investigativi: la voce narrante, per svelare il pensiero progettuale; la performance musicale, per suonare la temporalità dell'opera; la pluralità di stazioni visive, per segnare lo spazio delle azioni nella fase "tribù" del videogame in esame. In direzione di un'estetica partecipata, perché, come scrive Ceolin, "...l'arte non può più essere un esercizio intracranico ma un processo mentale collettivo".

CASTELLO DI SUSANS, MAJANO (UD) – 4 NOVEMBRE 2017

GLI EMISFERI DI BIGAS LUNA

In questa mostra/spettacolo che omaggia la vita e l’opera del regista e artista Bigas Luna, il corpo performativo ha agito sulla scena dell’arte azionando i tasti della danza, della musica, della lirica e della prosa.

Ideate per le specifiche sei sezioni della mostra, le performances hanno proposto differenti interpretazioni della poetica di Bigas Luna e degli artisti visivi che l’hanno affiancato.

Il tutto anticipato dal videomapping sulla facciata del Castello, ideato e realizzato dagli studenti del Liceo Artistico Giovanni Sello di Udine, ogni anno atteso come preview animata del concept dell’intero Festival.

VISIONARIETA' PROGETTUALE

Nell'ambito di questa sezione, animata dai video di Bigas Luna, dalle fotografie e dalle sculture di Carlo Vidoni, dalle incisioni di Maria Stella Corsi e dalle fotografie di Mario Sillani Djerrahian, la performance di e con Giulia Bauzon, Valentina Caliri, Giorgia Gerolimetto dell'Associazione Danza e Balletto Udine – Atelier enidUDanza, è stata ideata come omaggio al paesaggio carsico di Sillani, con le pietre grigie che si fanno corpo animato, con le mani tese come il punto rosso sulle sue fotografie, a definire lo spazio tra il sé dell'artista (e del visitatore) e il corpo-paesaggio.

DALL'OGGETTO AL SOGGETTO

Nell'ambito dell'installazione ambientale di Belinda De Vito, con gli elementi scenici realizzati da Elisabetta Ferrandino, questa sezione ha messo in scena il cortocircuito fra design e corpo performativo nel passaggio di Bigas Luna da designer attivo negli anni '70 allo Studio Gris di Barcellona ad artista che già svelava la sua anima da regista poliedrico.

Proponendo una rilettura in chiave contemporanea dei tavoli che l'artista catalano aveva progettato e poi usato come elementi scenici per performances in gallerie d'arte, il progetto coreutico di e con Erica Modotti e Maria Anna Deidda dell'Associazione Danza e Balletto, si è dispiegata partendo dal groviglio di corde rosse che inneggiano alla vita nell'ammiccamento al cordone ombelicale e si elevano a metafora del legame tra oggetto e soggetto.

Con i corpi piegati sui tavoli simulandone le linee spezzate, che vi si elevano in un inno vitale, tra gioia e dolore, guidati da una mente forte, che fa da contrappunto alle passioni in un crescendo incalzante e ginnico, fino al raggiungimento di audaci equilibri e flessuose torsioni.

INTIMISMO UTERINO

In questa sezione, con l'installazione ambientale di Belinda De Vito e le sculture di Calogero Condello, che propongono una libera interpretazione dell'Habitaciò rosa progettata da Bigas Luna nel 1973, la soprano Lara Matteini ha omaggiato il concetto di "intimismo uterino" profondamente radicato nella poetica dell'artista catalano sin dagli anni Settanta.

Lo ha fatto ideando un insieme di arie votate alla morbidezza e alla sensualità, del suono e della voce, per dar corpo sonoro alla morbidezza femminile e all'accoglienza nella morbidezza. Entro un concetto di assoluto femmineo che ammanta tempi, luoghi e culture diverse, come testimonia la scelta delle arie, in un attraversamento che dal 1600 arriva al 1900: F. Cavalli, Delizie contente (Il Giasone), W.A. Mozart, Deh vieni non tardar (Le nozze di Figaro), G. Bizet, L'amour est un oiseaux rebelle (Carmen), G. Puccini, In quelle trine morbide, I. Stravinsky, Quietly night (The Rake's Progress).

IL REGARDEUR

Per omaggiare la passione di Bigas Luna tra natura e cibo, messa in scena in questa sezione con la ri-costruzione dell'installazione da lui chiamata "Regardeur", costruita nei suoi orti biologici per appendere le tele e osservarle nel paesaggio, l'attore Massimo Somaglino ha incarnato le spoglie dell'artista catalano. In uno svelamento autobiografico su testo scritto da Sabrina Zannier ricordando i lunghi dialoghi con Bigas tra Spagna e Italia e nell'attenzione alla stretta relazione tra il suo modus vivendi e la sua poetica artistica, la lettura attoriale di Somaglino accompagnava la visione delle immagini scattate negli orti e nelle verdi distese vicino a Tarragona.

LO STUDIO

Anche in questa sezione, che ha omaggiato la pittura di Bigas Luna costruita nel respiro del paesaggio ricostruendo l'atmosfera del suo Studio d'artista, si è tenuta una lettura attoriale di Massimo Somaglino, che ha nuovamente incarnato le spoglie dell'autore catalano, sempre su testo scritto da Sabrina Zannier, ma questa volta con particolare attenzione alla relazione fra pittura, disegno, video, fotografia e cinema.

A TAVOLA CON BIGAS LUNA

In questa sezione, che al piano terra del castello ha messo in scena il progetto intitolato Eros e Gusto. A tavola con Bigas Luna, aprendo per la prima volta il folder di presentazione su un lungo tavolo da convivio, Yeronimus Kaplan ha interpretato il meticciato sapore dell'opera di Bigas spaziando in generi ed epoche diverse, tenute insieme dal caldo sapore del vintage. Con l'intento di suggerire l'atmosfera di quel complesso progetto per una cena/spettacolo, nel suo vintage dj set Kaplan ha amalgamato una serie di brani indicati dall'artista catalano nel copione di allora, mantenendone lo spirito complessivo pur facendo leva su una caratterizzante libertà interpretativa. Dovendo riunire brani elettrowave anni '80 e tradizionali iberici, pop star spagnole e Čajkovskij…affrontando anche la difficile reperibilità di pezzi in formato vinile e in 78 giri nel caso delle musiche anni '30, dalla lista di Bigas Kaplan ha scelto i brani più vicini al suo stile, mantenendone però lo stesso ordine, legandoli e arricchendoli con brani attinti dalla sua collezione di vinili e 78 giri in gommalacca. La sonorizzazione è stata eseguita interamente dal vivo, utilizzando due giradischi vintage, due grammofoni del 1927 per ascoltare la musica degli anni '30 con precisione 'filologica' del suono; due fonografi riassemblati entro una valigia anni '40, che in automatismo riproducevano in contemporanea due facciate diverse del Lago dei Cigni per un effetto straniante.

TERRAZZA MARE, LIGNANO SABBIADORO (UD) – 11 NOVEMBRE 2017

BIGAS LUNA DI TESTA E DI PANCIA

Rispettando sempre il format di una Mostra / Spettacolo in cui le opere dell'arte visiva - messe in scena entro allestimenti progettati come luogo d'incontro – accolgono il corpo performativo, in questa mostra le fotografie e i disegni/collage di Bigas Luna sono stati interpretati da tre danzatrici secondo un puntuale progetto coreutico in cui gesti, segni, membra ed espressioni hanno tracciato il passo dell'intrigante rincorsa tra Ragione e Passione.

Bianchi, rossi e neri, che hanno connotato i tre ambienti della mostra, così come gli abiti della stilista Mateja Benedetti, sono stati animati dai corpi delle performers Erica Modotti, Maria Anna Deidda e Francesca Strizzolo dell'Associazione Danza e Balletto Udine – Atelier enidUDanza, per sottolineare i valori dell'etica nella relazione uomo/natura.

Dalle iniziali postazioni a ridosso delle stanze espositive - dove ogni danzatrice ha realizzato un assolo mettendo in scena il bianco del latte/nutrimento, il rosso del sangue/passione e il nero del segno/progetto – lo spettacolo è confluito in un incalzante intreccio a tre, nel perseverante rimpallo fra Ragione contenitrice e Passione debordante.

MUSEO CIVICO DI PALAZZO ELTI, GEMONA DEL FRIULI (UD)- 1 DICEMBRE 2017

A TESTA ALTA – PERSONALE DI WILLY VERGINER

Nell'ambito della personale dello scultore Willy Verginer, che sulla linea ecologica di Bigas Luna ha tracciato il passo di un rinnovato recupero originario nella relazione uomo-ambiente, il progetto coreutico di Marina Forgiarini, direttrice della Petite école, che ha visto sulla scena le giovanissime Elena Fasiolo, Cabiria Lizzi e Camilla Missoni, ha sposato la causa e alcuni stilemi dell'artista altoatesino, interpretandoli attraverso il linguaggio del corpo.

E' stato così messo in scena un felice esempio di contaminazioni linguistiche fondate sul medesimo concept. Dalle teste colorate delle performer, che simulavano la bicromia delle sculture; alla stretta relazione fra la metafora contenuta nel titolo e reiterata nelle posture fiere delle danzatrici, fino alle gestualità rimbalzate dalla staticità delle statue al dinamismo dei corpi, anche in questo caso la performance srotolata lungo le sale espositive ha tracciato un intrigante filo rosso tra Ragione e passione.